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Veicoli commerciali leggeri e contesto urbano: un interesse crescente.

Veicoli commerciali leggeri e contesto urbano: un interesse crescente.


Nel contesto nazionale prende piede la diffusione dei veicoli a basso impatto, i più adeguati nell’ambito della mobilità cittadina.

Il veicolo commerciale leggero si configura senza più come chiave di volta del sistema distributivo urbano, anch’esso sempre più variegato e complesso a causa dei servizi sempre più tailor made offerti dalle aziende di distribuzione e logistica, a fronte di una sempre maggiore crescita dell’e-commerce che stimola inarrestabilmente il delivery. In questo contesto mutevole e decisamente articolato, l’LCV continua ad essere la soluzione privilegiata per il trasporto.

Quello che però oggi si chiede al Veicolo Commerciale Leggero è di essere il più possibile a basso impatto relativamente all’inquinamento acustico e atmosferico, anche e soprattutto nella misura in cui l’LCV non occupa uno spazio di sosta ma solo di veloce fermata, più veloce che sia possibile!

Purtroppo relativamente all’alimentazione siamo ancora molto distanti dalle possibilità dell’elettrico ma sempre legati al diesel, al massimo a gas naturale o in ambito, anche per trovarsi in regola con le sempre più stringenti norme antinquinamento che hanno fatto dell’auto a gasolio un veicolo a impatto sempre più basso. Il rispetto delle norme Euro è fondamentale per il libero accesso nei centri urbani e se è vero che i veicoli con norme Euro tra il 4 e il 6 sono realmente a basso impatto, non bisogna pensare che con ciò si sia risolto il problema dell’inquinamento da autovetture. 

Il rinnovo del parco circolante (circa 4 milioni di veicoli) procede a rilento e, sono ancora molti – troppi – i veicoli che non rispondono a nessuna norma (Euro 0) o che comunque hanno più di quindici anni di vita (Euro 1 e 2). Anche perché tali veicoli presentano sistemi di sicurezza obsoleti e dispositivi di bordo la cui efficienza non è certa. 

La scelta delle soluzioni di noleggio a lungo termine si rivela ancora una volta la scelta migliore che può fare un’azienda che fa del trasporto il core business: dando ossigeno alle immatricolazioni, favorirsce il ricambio, genera attività di remarketing su veicoli di 36-60 mesi, consente alle aziende di trasporto conto proprio e conto terzi di maturare significative economie, a vantaggio dell’abbattimento del total cost of ownership (TCO)e ovviamente  garantisce l’ingresso nelle zone regolamentate di veicoli a basso impatto. 

 

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